Sarò un grande morto
L’autore
Jacques Rigaut nasce a Parigi alle 2 del mattino del 30 dicembre 1898. Dopo la scuola materna, prosegue gli studi al Lycée Montaigne e al Collège Stanislas, poi nel 1913 entra nel prestigioso Lycée Louis-le-Grand, dove si fa notare per la sua eccentricità. Comincia a frequentare René Chomette, il futuro regista René Clair.
Dopo la partecipazione, come volontario, alla Prima guerra mondiale, nel 1920 supera l’esame del primo anno di licenza in giurisprudenza ma abbandona gli studi. Lavora come “segretario” di Abel Hermant, ma il lavoro lo trova troppo mattiniero. Successivamente aiuta il pittore Jacques-Émile Blanche, correggendo e dattilografando i suoi manoscritti. Diventa amico del pittore. A luglio pubblica i suoi primi scritti, Propos amorphes, nella rivista “Action”. A ottobre, Simone Kahn lo introduce al Certà, il caffè frequentato dai dadaisti. A dicembre, pubblica per la prima volta su “Littérature”, un testo che narra i suoi tentativi di suicidio.
Partecipa attivamente al movimento Dada. A marzo 1921 pubblica Roman d’un jeune homme pauvre su “Littérature”. Il 14 aprile partecipa a una riunione dadaista a Saint-Julien-le-Pauvre. Il 13 maggio testimonia durante il “processo Barrès”. Partecipa al Salon Dada a giugno e a una serata dadaista al Café Caméléon a dicembre.
L’anno successivo contribuisce per l’ultima volta a “Littérature” con il testo Un brillant sujet. Passa l’estate viaggiando tra Marly, le Alpi e la Costa Azzurra, insistendo a viaggiare di notte per “non essere disturbato dal paesaggio”. Concluso il periodo dadaista, si dedica ai bar, ai salotti, alla ricerca di piacere e denaro.
Nel 1923 pubblica La valise vide su “La NRF”, un ritratto scritto da Drieu La Rochelle. Diventa ossessionato dai piaceri fisici e dalle droghe. Vive dai suoi genitori al 73 di boulevard du Montparnasse, dove appone sulla porta della sua stanza il cartello: “Jacques dorme, non disturbare”. A novembre, lascia Parigi per New York grazie a una sottoscrizione lanciata da Drieu.
Nell’estate successiva si ferisce a Oyster Bay, lanciandosi contro uno specchio, evento simbolico della nascita del suo “doppio” immaginario, Lord Patchogue. Torna a Parigi e, in autunno, incontra Gladys Barber, una giovane americana che sposerà a New York nel gennaio 1925. Passano la luna di miele a Palm Beach e Cuba. Tornano in Europa per Pasqua e visitano la Svizzera. Rigaut fa una breve apparizione in un film di Man Ray.
Vive nel lusso con Gladys, ma la relazione si deteriora rapidamente. Dichiarerà che non aveva mai pensato che Gladys fosse ricca “fino a quando non doveva 50.000 dollari”; si separano nel 1927. Rigaut resta a New York, vivendo di piccoli lavori e relazioni fugaci, fino all’anno dopo in cui torna a Parigi e si stabilisce al 36 di rue Singer a Passy. Vive nel lusso ma accumula debiti, abusando di oppio e eroina.
Intraprende cure di disintossicazione in cliniche private, ma non riesce a guarire. Il 6 novembre 1929 si suicida nella sua stanza a Châtenay-Malabry sparandosi al cuore. Viene sepolto il 9 novembre nel cimitero di Montmartre.
I testi
Fatti, quelli della salute del corpo; gli altri appariranno da sé, a loro tempo: la scorsa settimana, durante la notte, ho avuto una crisi di delirium tremens, premio per sei o sette anni di alcolismo e di un lungo anno di droghe; manifestazioni del D.T., come si legge nei manuali, con l’eccezione dei serpenti che si erano astenuti, e come unica coscienza intermittente la paura, la paura-panico di un uomo che sente di diventare pazzo.
Ho avuto paura. Mi curo per paura. Scrivo per paura. Una nuova vigliaccheria.

Jacques Rigaut
Sarò un grande morto
ISBN-13: 978887536571-4
2025
pp. 122
cm 12×22,5
€ 17,00

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